ATP 1000 Indian Wells (19)

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ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Gio Gen 26, 2012 12:35 am

Indian Wells - USA

8 - 18 marzo 2012

Name: BNP Paribas Open
Category: ATP World Tour Masters 1000
Surface: Hard
Prize Money: $ 4,694,969


Vincitore 2011: Novak Djokovic



(photo by BNP PO 2011 off site)
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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Gio Gen 26, 2012 12:52 am

Indian Wells - USA

Entry List

1 Djokovic, Novak SRB
2 Nadal, Rafael ESP
3 Federer, Roger SUI
4 Murray, Andy GBR
5 Ferrer, David ESP
6 Tsonga, Jo-Wilfried FRA
7 Berdych, Tomas CZE
8 Fish, Mardy USA
9 Tipsarevic, Janko SRB
10 Almagro, Nicolas ESP
11 Del Potro, Juan Martin ARG
12 Soderling, Robin SWE
13 Dolgopolov, Alexandr UKR
14 Simon, Gilles FRA
15 Monfils, Gael FRA
16 Roddick, Andy USA
17 Isner, John USA
18 Gasquet, Richard FRA
19 Lopez, Feliciano ESP
20 Cilic, Marin CRO
21 Haas, Tommy GER R. P.
22 Mayer, Florian GER
23 Wawrinka, Stanislas SUI
24 Troicki, Viktor SRB
25 Verdasco, Fernando ESP
26 Raonic, Milos CAN
27 Nishikori, Kei JPN
28 Monaco, Juan ARG
29 Granollers, Marcel ESP
30 Chela, Juan Ignacio ARG
31 Ljubicic, Ivan CRO
32 Stepanek, Radek CZE
33 Anderson, Kevin RSA
34 Melzer, Jurgen AUT
35 Bogomolov Jr., Alex RUS
36 Youzhny, Mikhail RUS
37 Dodig, Ivan CRO
38 Bellucci, Thomaz BRA
39 Tomic, Bernard AUS
40 Benneteau, Julien FRA
41 Seppi, Andreas
42 Kohlschreiber, Philipp GER
43 Young, Donald USA
44 Tursunov, Dmitry RUS
45 Baghdatis, Marcos CYP
46 Andujar, Pablo ESP
47 Llodra, Michael FRA
48 Fognini, Fabio
49 Ferrero, Juan Carlos ESP
50 Nieminen, Jarkko FIN
51 Montanes, Albert ESP
52 Robredo, Tommy ESP
53 Davydenko, Nikolay RUS
54 Haase, Robin NED
55 Rochus, Olivier BEL
56 Muller, Gilles LUX
57 Giraldo, Santiago COL
58 Karlovic, Ivo CRO
59 Kubot, Lukasz POL
60 Blake, James USA
61 Istomin, Denis UZB
62 Berlocq, Carlos ARG
63 Starace, Potito
64 Petzschner, Philipp GER
65 Malisse, Xavier BEL
66 Stakhovsky, Sergiy UKR
67 Garcia-Lopez, Guillermo ESP
68 Ramos, Albert ESP
69 Sweeting, Ryan USA
70 Rosol, Lukas CZE
71 Machado, Rui POR
72 Falla, Alejandro COL
73 Volandri, Filippo
74 Gulbis, Ernests LAT
75 Kunitsyn, Igor RUS
76 Sela, Dudi ISR
77 Cipolla, Flavio
78 Harrison, Ryan USA
79 Dimitrov, Grigor BUL
80 - 91 Q
92 - 96 (WC)




Alternates Italiani

31 Lorenzi, Paolo
57 Bolelli, Simone
59 Giannessi, Alessandro


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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Gio Mar 01, 2012 1:09 am


Indian Wells - USA

Wild Cards

Assegnate le w/ cards che danno diritto all' entrata diretta nel MD:

- David Nalbandian,
- Sam Querrey,
- Jack Sock, (winner US Open - doppio misto in coppia con Melanie Oudin)
- Denis Kudla,
- Robbie Ginepri.
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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Mar Mar 06, 2012 2:41 am

Indian Wells - USA

copertura televisiva

Il torneo maschile verrà seguito da Sky (la pay-tv italiana trasmetterà tutti i tornei Masters 1000, unici eventi ormai di cui detiene i diritti, insieme a Wimbledon) a partire da sabato (il palinsesto per la seconda settimana non è ancora ufficiale).

Le semifinali e la finale del torneo, verranno trasmesse anche dall' emittente austriaca Orf Sport Plus, che trasmette su Astra 19,2° e dal canale svizzero SF zwei, che trasmette invece su Hotbird 13°e : entrambi sono criptati e visibili tramite idonee smart card rilasciate ai residenti nei rispettivi paesi.

Per quanto riguarda le alternative in chiaro, il torneo verrà trasmesso sui canali del network Al Jazeera Sport (che trasmettono su Nilesat 7°w e Badr 26°e: il palinsesto non è ancora disponibile, ma in genere è il secondo canale ad occuparsi di tennis); sugli stessi satelliti, da tenere d'occhio, anche i canali di Dubai Sport.
UBI Tennis (n.d.r.)


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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Mar Mar 06, 2012 7:07 pm

Indian Wells - USA


Main Draw


(1) DJOKOVIC, Novak SRB Bye
Q vs Q
BACHINGER, Matthias GER vs KOHLSCHREIBER, Philipp GER
(29) ANDERSON, Kevin RSA Bye

(18) MAYER, Florian GER Bye
HAASE, Robin NED vs ANDUJAR, Pablo ESP
RAMOS, Albert ESP vs (wc) LEVINE, Jesse USA
(16) GASQUET, Richard FRA Bye

(12) ALMAGRO, Nicolas ESP Bye
Q vs (wc) QUERREY, Sam USA
GIRALDO, Santiago COL vs (wc) SOCK, Jack USA
(17) NISHIKORI, Kei Bye

(30) RODDICK, Andy USA Bye
KARLOVIC, Ivo vs KUBOT, Lukasz POL
BOGOMOLOV JR., Alex RUS vs STAKHOVSKY, Sergiy UKR
(7) BERDYCH, Tomas CZE Bye

(4) MURRAY, Andy GBR Bye
GARCIA-LOPEZ, Guillermo ESP vs MACHADO, POR
CIPOLLA, Flavio vs HARRISON, Ryan USA
(25) TROICKI, Viktor SRB Bye

(23) WAWRINKA, Stanislas SUI Bye
Q vs GINEPRI, Robby USA
Q vs SELA, Dudi ISR
(13) SIMON, Gilles FRA Bye

(11) ISNER, John USA Bye
Q vs Q
Q vs MAHUT, Nicolas FRA
(22) MONACO, Juan ARG Bye

(32) BENNETEAU, Julien FRA Bye
Q CRO vs KUNITSYN, Igor RUS
SEPPI, Andreas vs ROCHUS, Olivier BEL
(8.) FISH, Mardy USA Bye

§§§§

(5) FERRER, David ESP Bye
DODIG, Ivan CRO vs DIMITROV, Grigor BUL
LU, Yen vs ISTOMIN, Denis UZB
(31) CHELA, Juan Ignacio ARG Bye

(19) VERDASCO, Fernando ESP Bye
STEBE, Cedrik-Marcel GER vs SWEETING, Ryan USA
Q vs Q
(9) DEL POTRO, Juan M. ARG Bye

(14) MONFILS, Gael FRA Bye
DAVYDENKO, Nikolay RUS vs Q
ROSOL, Lukas CZE vs BELLUCCI, Thomaz BRA
(20) MELZER, Jurgen AUT Bye

(27) RAONIC, Milos CAN Bye
BERLOCQ, Carlos ARG vs PAIRE, Benoit FRA
TURSUNOV, Dmitry RUS vs (wc) KUDLA, Denis USA
(3) FEDERER, Roger SUI Bye

(6) TSONGA, Jo-Wilfried FRA Bye
LLODRA, Michael FRA vs GULBIS, Ernests LAT
MALISSE, Xavier BEL vs Q
(28) STEPANEK, Radek CZE Bye

(24) CILIC, Marin CRO Bye
STARACE, Potito vs NALBANDIAN, David ARG
TOMIC, Bernard AUS vs MULLER, Gilles LUX
(10) TIPSAREVIC Janko SRB Bye

(15) LOPEZ, Feliciano ESP Bye
CHARDY, Jeremy FRA vs BAGHDATIS, Marcos CYP
YOUNG, Donald USA vs DARCIS, Steve BEL
(21) DOLGOPOLOV, Alexandr UKR Bye

(26) GRANOLLERS, Marcel ESP Bye
NIEMINEN, Jarkko FIN vs HAAS, Tommy GER
FALLA, Alejandro COL vs MAYER, Leonardo ARG
(2) NADAL, Rafael ESP bye
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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Ven Mar 09, 2012 12:27 am

Indian Wells - USA


Seppi non sbaglia, male Lorenzi e Cipolla





PRIMO TURNO

[WC] R Ginepri (USA) d [Q] P Lorenzi (ITA) 16 63 64[/b]
[WC] S Querrey (USA) d [Q] T Smyczek (USA) 76(1) 64
R Harrison (USA) d F Cipolla (ITA) 61 62[/b]
L Kubot (POL) d I Karlovic (CRO) 64 62
A Ramos (ESP) d [WC] J Levine (USA) 67(10) 76(2) 62
N Mahut (FRA) d [Q] V Pospisil (CAN) 63 62
A Seppi (ITA) d O Rochus (BEL) 46 63 64
S Giraldo (COL) d [WC] J Sock (USA) 57 60 61
P Andujar (ESP) d R Haase (NED) 62 36 76(2)
G Garcia-Lopez (ESP) d R Machado (POR) 76(6) 46 62
P Kohlschreiber (GER) d M Bachinger (GER) 64 62
D Sela (ISR) d [Q] A Delic (BIH) 26 60 62
[Q] A Golubev (KAZ) d [Q] R De Voest (RSA) 61 64
S Stakhovsky (UKR) d A Bogomolov Jr. (RUS) 76(7) 46 76(3)
[LL] F Gil (POR) d [Q] R Williams (USA) 63 67(6) 64
[Q] M Ebden (AUS) d I Kunitsyn (RUS) 61 46 64

Andreas Seppi non tradisce le attese rispettando quelli che alla vigilia del suo match erano i favori del pronostico. L'altoatesino ha proseguito nel trend positivo che lo vedeva sempre vincitore nella sfide contro Olivier Rochus (ora 4-0) approdando così al secondo turno pur disputando un match a singhiozzo.

E' infatti pessima la partenza di Andreas che smarrisce il servizio nel game inaugurale, un vantaggio che Rochus proteggerà sino alla conclusione del set. Il belga infatti non concede alcuna opportunità a Seppi di rientrare nel set: l'altoatesino riesce a portarsi ai vantaggi in due occasioni, ma Olivier al secondo set point chiude sul 6-4.

Nella seconda frazione fondamentale il primo gioco: Andreas annulla una palla break con l'ace e dopo una lunga serie di vantaggi tiene la battuta. E' la scossa giusta: sull'1-0 Seppi strappa la battuta all'avversario e consolida il vantaggio sul 3-0. Senza nessun sussulto allora l'azzurro pareggia il conto dei set con un 6-3 maturato senza troppi spaventi.

Seppi cavalca l'onda e nel primo gioco del terzo parziale trova il break che sembra poter scrivere la parola fine sul match. Ma Rochus risponde a tono e nel quarto gioco si ritorna in parità. I servizi reggono solo fino al settimo gioco quando è ancora l'azzuro a tentare l'allungo e a salire 4-3 e servizio. Da qui in poi, però, Seppi protegge a dovere quella che fortunatamente è risultata essere la stoccata decisiva, fino alla chiusura del match col punteggio di 4-6 6-3 6-4.

Ad attenderlo un match meno complicato di quanto potrebbe sembrare. Sarà infatti Mardy Fish il prossimo avversario di Andreas Seppi. Lo statunitense non viene certo da uno splendido periodo di forma visto che, tolta la fortunata parentesi di Davis, ha collezionato soltanto delusioni, l'ultima a Dubai dove al secondo turno si è arreso a Mikhail Youzhny. Sarà dunque un match tutto da seguire con la ghiotta occasione per l'allievo di Sartori di accedere al terzo turno del primo Master 1000 della stagione.



Eliminato, invece, Paolo Lorenzi che non riesce a difendere il vantaggio di un set contro il veterano Robby Ginepri. E dire che la partenza era stata davvero delle migliori, quasi di quelle da far pensare ad un match facile facile.

Il primo set ha poco da raccontare. Un Lorenzi cinico e molto attento sfrutta due palle break su due occasioni concesse da Ginepri, che invece non fa fruttare nessuna delle tre concesse dall'azzurro. Se poi aggiungiamo il 75% di Paolo nella casella delle prime palle in campo il risultato non può che essere un nettissimo 6-1.

Robby Ginepri è solo l'ombra del giocatore che nel 2005 raggiunse le semifinali di Cincinnati e US Open consecutivamente, ma guai a darlo per spacciato. E infatti la reazione dello yankee è immediata. In un battito di ciglia il punteggio dice 3-0 Ginepri, poi 5-1. E' qui che Paolo prova a mettere una pezza recuperando fino al 3-5 ma Ginepri non perdona e chiude 6-3 rinviando la soluzione della pratica al terzo e decisivo set.

Lorenzi esce subito vincitore da un primo game molto lottato e piazza un importantissimo break nel gioco successivo. Sul 2-0 un altro game infinito non va però a buon fine per il nostro giocatore, costretto a cedere di nuovo la battuta all'americano. Si arriva seguendo i servizi fino al settimo gioco quando un passaggio a vuoto dell'azzurro regala un break a zero che sa di resa. E così è. Solo tre game più tardi, infatti, arriva lo sfortunato epilogo, 1-6 6-3 6-4, di un match che pure era iniziato col piede giusto.

Certo il cemento outdoor non è la superficie su cui poter vedere Lorenzi al 100%, ma resta da salvare l'ottima qualificazione raggiunta e il ritorno nel tabellone principale di un Master 1000 dopo Roma 2011 che condiscono a dovere il ritorno nei top 100 della scorsa settimana.

Fuori due: dopo Paolino Lorenzi, saluta il Master1000 di Indian Wells anche Flavio Cipolla. In soli 58 minuti, lo statunitense Ryan Harrison spegne ogni tipo di velleità del romano, battendolo con un perentorio 6-1 6-2 che non lascia spazio a repliche.

Partita modestissima del 28enne italiano, molto scarso nel rendimento al servizio, ed incapace di far punti in risposta addirittura per tutto il primo set. Probabilmente la stanchezza per i tanti match accumulati in questo avvio di stagione si è fatta sentire, specie poi contro uno dei giovani in ascesa del circuito. Due break per set, comunque, e match, ripetiamo, veramente mai in discussione.

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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Sab Mar 10, 2012 1:54 am

Indian Wells - USA


Starace illude, poi crolla. Djokovic fuori in doppio!





PRIMO TURNO

G Dimitrov (BUL) d I Dodig (CRO) 61 64
D Istomin (UZB) d Y Lu (TPE) 76(6) 63
R Sweeting (USA) d C Stebe (GER) 62 62
[Q] M Matosevic (AUS) d [Q] R Bemelmans (BEL) 62 63
N Davydenko (RUS) d [Q] S Bubka (UKR) 75 63
T Bellucci (BRA) d L Rosol (CZE) 62 76(4)
C Berlocq (ARG) d B Paire (FRA) 64 62
[WC] D Kudla (USA) d [LL] T Kamke (GER) 26 76(3) 64
M Llodra (FRA) d E Gulbis (LAT) 63 57 76(3)
X Malisse (BEL) d [Q] B Reynolds (USA) 62 64
D Nalbandian (ARG) d P Starace (ITA) 76(4) 60
G Muller (LUX) d B Tomic (AUS) 46 76(4) 60
M Baghdatis (CYP) d J Chardy (FRA) 63 64
S Darcis (BEL) d D Young (USA) 62 36 76(5)
T Haas (GER) d J Nieminen (FIN) 76(9) 64
L Mayer (ARG) d A Falla (COL) 26 76(7) 64

Sconfitta doveva essere, e sconfitta è stata. Ma i rimpianti non mancano. Potito Starace saluta subito Indian Wells, sconfitto per 7-6(4) 6-0 da David Nalbandian in 1 ora e 25 minuti di gioco.

Rimpianti, dicevamo, perchè il campano nel primo set è stato avanti di un break, fino al 4-2. Da là, è stato però un lento calare, seppure condito da moltissimo orgoglio: ben 6 i set point annullati alla Nalba, prima sul 4-5 e poi sul 5-6 si è infatti trovato ad un passo dal baratro, reagendo alla grande. Ma il tie break finale ha spezzato l'equilibrio, consegnando il parziale e praticamente il match all'argentino. Come consuetudine, infatti, perso il set il nostro giocatore ha praticamente mollato, perdendo in avvio di seconda frazione il servizio, sciupando una palla per l'immediato controbreak, e non vincendo più un solo gioco.

Si conferma lo scarso feeling di Starace con il veloce, anche se si resta sempre basiti di fronte a prestazioni del genere, dove si lotta solo un set prima di uscire praticamente dal campo, senza alcuna logica. Da rivedere Nalbandian, magari contro avversari quantomeno vogliosi di stare in campo. Marin Cilic dovrebbe dirci di più sulla salute dell'argentino.

Nel frattempo il numero 1 del mondo, Novak Djokovic, viene sconfitto in doppio con Troicki. Da sottolineare, nel tabellone di singolare, la vittoria di Tommy Haas sul finnico Nieminen; il tedesco, giocatore più vecchio del torneo, sfiderà ora Marcel Granollers nel secondo turno. Leonardo Mayer sarà l'avversario di Rafa Nadal, mentre è già finito Indian Wells per Bernard Tomic e Ernst Gulbis, battuti rispettivamente da Gilles Muller e Michael Llodra. Tempi duri per i talenti ribelli del circuito

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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Sab Mar 10, 2012 8:07 pm

Indian Wells - USA






Federer cade in allenamento

Roger Federer fa tremare i suoi sostenitori. Lo svizzero è caduto ieri mentre si allenava con Gasquet e le sue condizioni in vista dell'esordio a Indian Wells rimangono misteriose; il numero 3 del mondo sarebbe caduto all'indietro e il polso destro sarebbe finito sotto il peso del corpo, mentre rispondeva di rovescio a una prima del francese. L'elvetico non si è presentato all'allenamento in programma sul campo 16 dalle 11 della mattina californiana, e non è al momento in programma alcun allenamento nel pomeriggio, ma le notizie a riguardo sono contrastanti (poche ore fa skysport uk smentiva il tutto, salvo poi notare l'assenza dell'elvetico dall'allenamento).
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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Sab Mar 10, 2012 10:52 pm

Indian Wells - USA


Maledizione Indian Wells per Murray



2 TURNO - PARTE ALTA

DJOKOVIC (Ser) b. GOLUBEV (Kaz) 6-3 6-2
GARCIA LOPEZ (Spa) b. MURRAY (Gbr) 6-4 6-2
FISH (Usa) b. SEPPI (Ita) 6-3 3-2 rit
J. Isner (USA) b. F. Gil (POR) 7-5 6-3
M. Edben (AUS) b. J. Benneteau (FRA) 2-6 6-3 6-2
A. Ramos (SPA) b. R. Gasquet (FRA) 3-6 7-5 6-1
G. Simon (FRA) b. D. Sela 7-5 6-7(8.) 6-4
A. Roddick (USA) b. L. Kubot 4-6 7-6(5) 6-3
T. Berdych (CZE) b. S. Atakhovsky (UKR) 6-7(2) 6-3 6-4
J. Monaco (ARG) b. N. Mahut (FRA) 6-4 5-7 6-3

da Yahoo/Eurosport (n.d.r.)

Nessuna sorpresa e pronostici rispettati. Il numero uno del mondo esordisce con una vittoria sul cemento californiano e supera in 80 minuti il kazako Golubev volando al terzo turno dove affronterà il sudafricano Anderson. Djokovi amministra energie e forze per tutto l'incontro, concedendo addirittura un break a Golubev nel settimo game del primo set: ma è solo un piccolo passaggio a vuoto, anche perché dall'altra parte il kazako comincia a collezionare una serie impressionante di errori che continueranno anche nel secondo parziale. Un secondo set che Djokovic amministra con maggiore tranquillità senza rischiare più nulla.

La prima vera sorpresa californiana la regala, in negativo, il numero 4 del mondo che alza nettamente bandiera bianca contro lo spumeggiante tennis dell'iberico, numero 92 della classifica ATP. Partita disastrosa da parte dello scozzese che sbaglia tantissimo al servizio e vanificando ben sette palle break che l'iberico gli concede. Ma non è proprio giornata per Murray che conferma la sua allergia per il cemento californiano dopo il clamoroso ko - sempre al secondo turno - patito anche l'anno scorso per mano di Young.

Niente da fare per Andreas Seppi che saluta Indian Wells a causa di alcuni problemi fisici durante la sfida contro il padrone di casa Fish. Il tennista altoatesino, non al meglio sin dal primo set deciso dal break dell'americano al sesto game, cede di schianto proprio dal punto di vista fisico e dopo appena 5 game del secondo parziale decide di ritirarsi (problema gastrointestinale). Fish, numero 8 del seeding, ringrazia e vola al terzo turno.
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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Dom Mar 11, 2012 9:27 pm

Indian Wells - USA


Federer 10 e lode, aspetta Raonic. Nadal facile

Bene Davydenko e Nalbandian. Forfait Monfils e Llodra





SECONDO TURNO

[2] R Nadal (ESP) d L Mayer (ARG) 61 63
[3] R Federer (SUI) d [WC] D Kudla (USA) 64 61
[5] D Ferrer (ESP) d G Dimitrov (BUL) 62 62
[6] J Tsonga (FRA) d M Llodra (FRA) 41 ret.
[9] J Del Potro (ARG) d [Q] M Matosevic (AUS) 75 62
[10] J Tipsarevic (SRB) d G Muller (LUX) 64 62
M Baghdatis (CYP) d [15] F Lopez (ESP) 63 64
[19] F Verdasco (ESP) d R Sweeting (USA) 62 62
T Bellucci (BRA) d [20] J Melzer (AUT) 63 63
[21] A Dolgopolov (UKR) d S Darcis (BEL) 67(13) 63 75
D Nalbandian (ARG) d [24] M Cilic (CRO) 76(3) 76(4)
[26] M Granollers (ESP) d T Haas (GER) 63 26 63
[27] M Raonic (CAN) d C Berlocq (ARG) 64 62
[28] R Stepanek (CZE) d X Malisse (BEL) 62 61
D Istomin (UZB) d [31] J Chela (ARG) 76(5) 67(7) 64
N Davydenko (RUS) d [LL] B Phau (GER) 75 62

Buon debutto di Roger Federer, testa di serie numero 3, nel BNP Paribas Open 2012 di Indian Wells. Lo svizzero batte la wild card americana Denis Kudla per 6-4 6-1, e centra la sua decima vittoria consecutiva (bilancio stagionale di 17-2 per lui). Negli ultimi sei mesi, Roger ha vinto 34 incontri su 36: dallo Us Open 2011, è stato infatti sconfitto solo da Nadal in Australia e da Isner in Davis. E' la 74esima vittoria consecutiva, tra l'altro, contro un giocatore fuori dai top20.
Kudla, numero 185 ATP, avrà sicuramente dovuto combattere con l'emozione di giocare contro un mito del tennis di tutti i tempi come Federer, e difatti le statistiche al servizio testimoniano una seconda palla troppo debole (30% di punti vinti), e ben 5 break subiti. La "lectio magistralis" dell'esperto campione al giovanotto a stelle e striscie dura solo 57 minuti, con a referto 8 ace per Federer ed un buon 79% di punti con la prima palla.
"Sono sempre soddisfatto e contento quando riesco a trovare il mio gioco in un torneo, è stata una buona partenza per me, non conoscevo molto Kudla, ma credo sia stata una buona vittoria. Sono già proiettato al prossimo match" ha detto Roger.

Al terzo turno incontro di fuoco per lui contro Milos Raonic, vittorioso su Carlos Berlocq in 76 minuti, 6-4 6-2, con 17 aces per il giovane canadese.
Continua anche la marcia del giocatore più in forma della stagione, numeri alla mano, ovvero David Ferrer: battuto Dimitrov, migliora il suo record stagionale a 19 vinte e 1 sola sconfitta (con Djokovic agli Ao). Da sottolineare, infine, la bella vittoria di David Nalbandian, dopo due tie break contro Marin Cilic.

Ritorno più che comodo per Rafael Nadal, nuovamente sui campi di gioco dopo la massacrante finale degli Australian Open lontana ormai più di un mese. A farne le spese è Leonardo Mayer, sconfitto con lo score di 6-1 6-3. Come intuibile, pochissimi i grattacapi del maiorchino apparso subito rodato nonostante la sosta. Troppi gli errori dell'argentino, poco più che uno sparring partner quest'oggi, e inconsistente la sua pesantezza al cospetto delle rotazioni mancine. Inizia nel migliore dei modi quindi la marcia dell'iberico, in uno dei tornei in cui ha un'ottima tradizione: mai sconfitto prima delle semifinali nelle ultime sei apparizioni.

La storia del match vede Rafa mettere subito le cose in chiaro, conquistando il break nel secondo gioco anche grazie alla collaborazione di Mayer, che conclude il suo turno con una facile volee in rete e un errore di dritto, e allungando sul 3-0. La situazione però peggiora ancor di più con il doppio break maturato addirittura a 0, condito da un doppio fallo dell'argentino. Solo sul 5-0 il tennista albiceleste sblocca la casella dei game, tra l'ovazione del pubblico, ma Nadal chiude comodamente sul 6-1. Il secondo set vede il primo strappo nel terzo gioco, quando Leo mette in fila un orrore dietro l'altro, come due doppi falli e uno smash sul nastro a due passi della rete. In qualche modo Mayer rimane in scia prima annullando due palle del 4-1, poi spuntandola al termine di un game fiume, ma il maiorchino al servizio è perfetto (solo 4 punti concessi, di cui 2 doppi falli) e chiude sul 6-3 strappando ancora la battuta all'avversario. Al prossimo turno sarà dunque derby spagnolo con Marcel Granollers, vittorioso in tre set su Tommy Haas. (a cura di Valerio Carriero)

Buona la prima per Juan Martin Del Potro al Master 1000 di Indian Wells. L'argentino ha dovuto sudare soltanto per un set per avere la meglio del qualificato e recente finalista a Delray Beach Marinko Matosevic. 7-5 6-2 in un'ora e 40 minuti e diciassettesima vittoria dell'anno per il gigante di Tandil, che quest'anno ha perso finora soltanto quattro partite, tre delle quali contro Roger Federer. Dopo un primo set di sostanziale rodaggio, risolto soltanto al fotofinish, l'argentino ha avuto vita facile nelle seconda partita, contro un avversario ormai stanco dopo la buona prova del primo parziale. Al prossimo turno Del Potro avrà uno tra Sweeting e Verdasco

Gael Monfils costretto al forfait, ad avvantaggiarsene è Bjorn Phau, entrato come lucky looser. Ma il vero beneficiario del ritiro del francese è Nickolay Davydenko, che anzichè l'ostico francese trova al secondo turno il suddetto tedesco. Ed è tutta un'altra musica, visto che il russo ha la meglio abbastanza facilmente per 7-5 6-2 in un'ora e 38 minuti. Punteggio che non testimonia la superiorità del moscovita che nel primo set ha servito sul 5-3 ed ha avuto un set point sul 5-4. Per l'ex numero 3 del mondo uno tra Melzer e Bellucci. Da segnalare anche l'interminabile maratona vinta da Denis Istomin su Juan Ignacio Chela, terminata 7-6 (5) 6-7 (7) 7-5, terminata dopo 3 ore e 22 minuti e 286 punti giocati! (a cura di Luca Marrelli)


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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Mar Mar 13, 2012 3:29 am

Indian Wells - USA





Djokovic passeggia, Berdych batte Roddick

Agli ottavi il serbo trova Andujar. Fuori Fish. Belle vittorie di Isner e Simon su Monaco e Wawrinka



TERZO TURNO

[1] N Djokovic (SRB) d [29] K Anderson (RSA) 62 63
[7] T Berdych (CZE) d [30] A Roddick (USA) 63 46 62
[Q] M Ebden (AUS) vs [8] M Fish (USA) 63 64
[11] J Isner (USA) d [22] J Monaco (ARG) 75 75
[12] N Almagro (ESP) d S Giraldo (COL) 46 62 76(2)
[13] G Simon (FRA) d [23] S Wawrinka (SUI) 64 64
P Andujar (ESP) d A Ramos (ESP) 76(5) 64
R Harrison (USA) d G Garcia-Lopez (ESP) 64 75

Il numero uno del mondo Novak Djokovic centra l’ingresso agli ottavi di finale del Master 1000 di Indian Wells, battendo il sudafricano Kevin Anderson, numero 30 del mondo per 6-2 6-3.

Nonostante una prova non brillantissima, di certo non favorita dalla grande umidità, il serbo raccoglie una buona vittoria, contro un avversario ostico (anche se oggi non era nella sua miglior giornata), reduce dal secondo titolo in carriera conquistato a Delray Beach e che contro Djokovic, sul cemento primaverile americano poteva contare su un precedente favorevole: nel 2008 infatti, Nole, reduce dai successi agli Australian Open e ad Indian Wells, fu eliminato al primo turno del master series di Miami, proprio dallo spilungone Anderson che ebbe la meglio in tre combattuti set, mettendo a segno una delle sue due vittorie contro un top ten in carriera (l’altra risale all’anno scorso, contro Murray a Montreal). Dopo quell’episodio, nelle 3 volte che si sono rincontrati, tutte nel 2011, Djokovic non ha concesso più nemmeno un set (su sette) al sudafricano e si è preso la rivincita anche nello stesso torneo di Miami.

Dicevamo di una prova così così: soprattutto in avvio, sono davvero molto gli errori del serbo, che è costretto anche ad annullare una palla break, nonostante il suo avversario sia parecchio impreciso con la risposta. Scampato il pericolo però Djokovic sfrutta due doppi falli di Anderson, su altrettante palle break per portare a casa facilmente un brutto primo set.

Nel secondo parziale lo spettacolo non migliora, con Anderson, le sue movenze legnosissimo ed un tennis ultra monotono, per altro nemmeno in una giornata particolarmente ispirata. Non propriamente il tennista con cui passare una serata divertente. Continuando a non brillare Djokovic allunga ancora dopo quattro game di equilibrio, in cui come nel primo set annulla una palla break e chiude al terzo match point dopo un’ora e 37 minuti. La corsa di Nole verso il terzo titolo ad Indian Wells(dopo quelli del 2008 e del 2011) continua con un altro turno sulla carta molto soft contro Pablo Andujar, che ha battuto Ramos 7-6 6-4.

Il numero 7 del mondo, Thomas Berdych, suda più del previsto, ma batte Andy Roddick ed avanza agli ottavi, dopo 2 ore e 6 minuti: 6-3 4-6 6-2 lo score. "Ha giocato molto bene nel terzo set - ammette lo statunitense - attualmente colpisce la pallina meglio di me. Nel parziale finale era incontenibile per me!". Berdych, che nel terzo set ha sfruttato entrambi i break point capitatigli, ha conquistato la sua quarta vittoria in dieci scontri con l'ex numero 1. Se la vedrà ora con Nicolas Almagro, vincitore in rimonta su Santiagio Giraldo, mentre stupisce la sconfitta del numero 8 del mondo Mardy Fish: il qualificato australiano Matt Ebden compie l'impresa di giornata, ed ora sfiderà Isner negli ottavi. "E' una vittoria incredibile, vincere contro un americano qui è straordinario. Ora me la vedrò con un altro statunitense, sarà durissima, ma mi piace quel che sto combinando".

In precedenza, nel match che ha inaugurato il programma maschile di giornata, il numero 11 del mondo John Isner ha superato con un doppio 7-5 l’argentino Juan Monaco, testa di serie numero 22. Due set analoghi con l’americano, bravo a concretizzare una supremazia abbastanza netta nel momento cruciale dei due parziali. Per Long John solita prova superba al servizio con 10 aces e 4 palle break annullate su quattro. Da segnalare la netta affermazione di Gilles Simon su Stanislas Wawrinka, menomato da un problema alla schiena. Il francese si è facilmente imposto per 6-4 6-4.


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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Mer Mar 14, 2012 4:37 am

Indian Wells - USA


Federer rimonta Raonic e approda agli ottavi

Del Potro e Nadal agli ottavi, fuori Ferrer!





TERZO TURNO

[2] R Nadal (ESP) d [26] M Granollers (ESP) 61 64
[3] R Federer (SUI) d [27] M Raonic (CAN) 67(4) 62 64
D Istomin (UZB) d [5] D Ferrer (ESP) 64 63
[6] J Tsonga (FRA) d [28] R Stepanek (CZE) 67(2) 63 62
[9] J Del Potro (ARG) d [19] F Verdasco (ESP) 62 76(6)
D Nalbandian (ARG) d [10] J Tipsarevic (SRB) 63 36 63
[21] A Dolgopolov (UKR) d M Baghdatis (CYP) 64 57 64
T Bellucci (BRA) d N Davydenko (RUS) w/o (illness)

Ha tremato Roger Federer, ma alla fine ha avuto la meglio su Milos Raonic: lo svizzero si impone per 6-7(4) 6-2 6-4 e conquista gli ottavi di finale a Indian Wells. Il canadese si è imposto nel tie break del primo parziale, prendendo un mini break di vantaggio e mantenendolo fino alla fine del parziale. Ma il numero 3 del mondo non ha mollato, e in apertura di secondo set ha subito strappato il servizio all'avversario, andando poi sul 4-1 pesante e trascinando così il match al terzo. Dove Federer ha perso solo 5 punti alla battuta, e convertendo l'unica palla break concessa da Raonic, nel corso del settimo gioco, ha superato l'ostacolo. Si allungano ulteriormente le striscie del campionissimo di Basilea: 11 vittorie consecutive, 35 nelle ultime 37 nel post Us Open. Quando buona parte degli addetti ai lavori lo aveva dato per finito. Prossima fermata, Thomaz Bellucci.

Ottima vittoria anche di David Nalbandian, che supera al terzo il numero 10 del mondo, Janko Tipsarevic. Al prossimo turno c'è Tsonga.


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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Gio Mar 15, 2012 2:27 am

Indian Wells - USA


Nadal e Nalbandian approdano ai quarti

Lo spagnolo liquida in due set Dolgopolov, mentre l´argentino vince in rimonta contro uno Tsonga sprecone. Federer e Del Potro vincono al terzo set





QUARTO TURNO

[1] N Djokovic (SRB) d P Andujar (ESP) 60 67(5) 62
[2] R Nadal (ESP) d [21] A Dolgopolov (UKR) 63 62
[3] R Federer (SUI) d T Bellucci (BRA) 36 63 64
D Nalbandian (ARG) d [6] J Tsonga (FRA) 36 75 63
[12] N Almagro (ESP) d [7] T Berdych (CZE) 64 60
[9] J Del Potro (ARG) d D Istomin (UZB) 76(2) 6(6)7 62
[11] J Isner (USA) d [Q] M Ebden (AUS) 64 75
[13] G Simon (FRA) d R Harrison (USA) 76(0) 57 61

Tutto fin troppo facile per Rafael Nadal, che non deve fare molto per avere la meglio su un incolore Alexandr Dolgopolov, testa di serie numero 21 del torneo. Lo spagnolo liquida l'avversario in due set, con il punteggio di 6-3, 6-2, conquistando il break decisivo sempre a inizio set e limitandosi poi a gestire tranquillamente il vantaggio.

Molto ha come al solito da recriminare Dolgopolov, padrone in positivo e in negativo del proprio destino. L'ucraino gioca regalando rari sprazzi di ottimo gioco, ma è il ritmo generale a essere fin troppo timido, poco concreto e, soprattutto, falloso. A fine gara l'ucraino cerca di spiegare la cattiva prestazione scusandosi coi propri fan e puntando il dito contro un lieve infortunio muscolare alla coscia destra. Costretto sempre a inseguire nel punteggio, Dolgopolov riesce nel primo set a conquistare persino tre palle break per riportarsi in parità, ma in tutti i casi fallisce l'aggancio per propri demeriti, gettando via il punto nel tentativo di chiuderlo frettolosamente (alla fine del match saranno 33 gli errori gratuiti commessi).

Stesso copione nel secondo parziale, quando l'ucraino si crea una ghiottosa occasione di andare subito in vantaggio, portandosi avanti 30-0 sul servizio di Nadal. Anche qui, però, spreca tutto da solo e l'ex-numero 1 del mondo non ha problemi a recuperare il punteggio e a guadagnarsi, subito dopo, un break che pone definitivamente la parola fine alle speranze dell'avversario. Un ultimo sussulto arriva quando Nadal serve per il match, con Dolgopolov che si procura due nuove palle per il controbreak, ma il copione si ripete per la terza volta: senza eccessivi problemi, lo spagnolo infatti recupera e chiude la partita.

In conferenza stampa Nadal appare entusiasta già di aver raggiunto soltanto i quarti di finale: "Il match è iniziato perfettamente per me, con un break che mi ha subito dato fiducia. Per tutto il primo set al servizio mi sentivo molto bene. Gli ho fatto fare parecchi errori, piu' del solito, lui è un giocatore un po' pazzo. Essere ai quarti è fantastico".

Molto più appassionante è stato il precedente match: David Nalbandian è approdato ai quarti di Indian Wells, sconfiggendo in tre set il numero 6 del mondo Jo-Wilfried Tsonga con il punteggio di 3-6, 7-5, 6-3. Il match ha in realtà tutto meno che sorriso all'argentino, che per un buon set e mezzo è stato in balia di un avversario che dominava lo scambio con un'aggressività che a lui mancava, troppo falloso e nervoso nel suo gioco (più volte si è infatti trovato a lanciare racchette per aria o in terra per sfogare la propria frustrazione).

Nalbandian si affida soprattutto al servizio, ma l'appena 48% di prime messe in campo nel secondo set non gli dà certo la sicurezza di cui ha bisogno. Dall'altra parte del campo, invece, Tsonga compie sì disastri con la prima di servizio (nei primi game del secondo parziale appena oltre il 30%), ma non ha mai problemi a comandare il gioco e ad assestare bordate col dritto che l'avversario difficilmente riesce a controllare (alla fine del set saranno 15 vincenti del francese contro gli appena 3 di Nalbandian).

Sul finire del parziale arriva però il Disastro-Tsonga: commettendo un errore dietro l'altro, il francese macchia la propria buona prestazione, non solo facendosi recuperare per due volte il break decisivo che aveva ottenuto, ma concedendo alla fine anche due set point, che l'avversario concretizza al secondo tentativo. La frustrazione a questo punto si impadronisce di Tsonga, che nel terzo set resta vittima del ritorno dell'argentino, che oltre a rientrare in partita, ritrova fiducia, colpi e un ottimo ritmo di gioco. Per questo Nalbandian non impiega più di tanto a trovare il break definitivo e poi a chiudere il match sul 6-3.

L'argentino pareggia così i conti con il francese, vendicandosi della sconfitta patita nella finale del Master di Parigi 2008 (finora unico precedente tra i due). Nalbandian troverà ora ai quarti proprio Rafael Nadal, che nel 2009 lo sconfisse agli ottavi di finale di Indian Wells in tre set.

Queste le parole di Tsonga: "Fa sempre male perdere in questo modo, avendo avuto innumerevoli possibilità di chiudere l'incontro. Ho accusato dei crampi all'inizio del terzo set, di solito non mi capita. E' frustrante perdere una partita che avrei dovuto vincere 1000 volte".


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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Ven Mar 16, 2012 1:10 am

Indian Wells - USA






Djokovic non sbaglia e approda in semifinale contro Isner

Battuto in due set Almagro, l´americano ha la meglio su Simon



QUARTI DI FINALE

[[1] N Djokovic (SRB) d [12] N Almagro (ESP) 63 64
[11] J Isner (USA) d [13] G Simon (FRA) 63 16 75

Novak Djokovic non stecca ed è il primo tennista a qualificarsi per le semifinali di Indian Wells. Nonostante una settimana non pienamente convincente, il serbo riesce comunque a piazzarsi tra i migliori quattro del tabellone e a farne le spese è Nicolas Almagro, costretto a cedere con lo score di 6-3 6-4 dopo 1 ora e 21 minuti. La prestazione di Nole odierna appare più solida rispetto al precedente match con Andujar, in cui ha lasciato per strada un set malamente perso al tiebreak, ma tanti sono i demeriti imputabili al 26enne di Murcia. L’iberico infatti non ha trovato le giuste contromisure nel palleggio apparentemente non troppo incisivo di Novak, ma caratterizzato da colpi centrali, ottimi per non aprire insidiosi angoli ai fondamentali dell’avversario. Vanificate così tutte le speranze di assistere ad un incontro combattuto (salvo il secondo set), anche considerando l’ottimo stato di forma di Almagro, tennista che detiene il primato (a pari merito con Del Potro) del maggior numero di partite vinte in questo 2012 con 20 successi, e reduce dalla prima vittoria contro un top ten sul cemento (Tomas Berdych, ieri asfaltato).

Il primo break del match è a favore del nr.1 al mondo, il quale trova un buonissimo turno in risposta e si assicura l’allungo sul 3-1 ma il contro break è immediato: con un paio di errori non forzati, Nole consente ad Almagro di rientrare momentaneamente in partita, ma lo spagnolo gioca altrettanto sciaguratamente nel gioco successivo (doppio fallo e dritto da metà campo messo in rete negli ultimi due 15). Djokovic questa volta non regala nulla e prima consolida il break sul 5-2, poi chiude sul 6-3 senza concedere punti alla risposta di Nico. Un primo set tutt’altro che esaltante: 3 vincenti ed 8 errori non forzati per il serbo, ma riesce a far molto peggio Almagro con un parziale di 2-12.

Nel secondo parziale l’iberico prova ad innalzare il proprio livello portandosi sul 2-1 e conquistando un interessante 0-30 nel quarto gioco. Tuttavia Djokovic non si lascia intimorire e in un batter d’occhio infila una serie di quattro punti consecutivi impattando sul 2-2. Dopo questa mini-occasione sfumata si giunge sul 3-3, momento in cui i due danno vita ad un game fiume dalla durata di 12 minuti e che vede Almagro resistere all’assedio dell’avversario annullando ben 4 palle break ai vantaggi, traendo grandi benefici dalla prima di servizio. Questa iniezione di fiducia però non basta: alla seguente occasione Nole pressa da fondo e conquista lo strappo che lo porta al servizio per il match sul 5-4, prontamente sfruttata a 0.

Djokovic che ora sfiderà il numero 11 del mondo, John Isner, per un posto in finale. Lo statunitense ha battuto Gilles Simon per 6-3 1-6 7-5 ed ha conquistato la sua seconda semifinale in carriera a livello di Master 1000. Primo parziale deciso da un doppio break del gigante americano, mentre nel secondo il francese, che vinceva 13 punti su 15 prime servite, prendeva comodomente il timone del set. Isner riusciva a far suo il match nel dodicesimo gioco del parziale finale, quando Simon si trovava sul 15-40 e non riusciva ad annullare neanche il primo match point.
Continua quindi il torneo di Isner, che può sperare di diventare il primo americano dai tempi di Agassi 2001 a vincere qui. Il record con Djokovic, di 0-2, non è però incoraggiante. "Per batterlo, devi essere al top, senza alcun problema. Devo servire bene e concretizzare le mie chance. E' un match duro, lui è il numero 1 del mondo. E' ancora presto per sentirsi soddisfatti, non credo di aver dato ancora il mio meglio. Onestamente non credo neanche Gilles l'abbia fatto. Abbiamo combattuto per l'intero match, il mio coach ha detto che non è stato propriamente un Picasso, ma ho trovato il modo di vincere".


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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Sab Mar 17, 2012 12:02 am

Indian Wells - USA




NADAL-FEDERER ATTO 28

Nalbandian fa tremare lo spagnolo, lo svizzero lascia soltanto 5 game a Del Potro, battendolo per la quarta volta nel 2012



QUARTI DI FINALE
day two


QF (2) R Nadal defeats D Nalbandian 46 75 64
QF (3) R Federer defeats (9) J Del Potro 63 6

Va bene. In semifinale assisteremo al capitolo numero 28 della saga tra Roger Federer e Rafael Nadal. Ma adesso, e per qualche ora, bisogna sentirsi fortunati. Chi ha rinunciato a un venerdì sera di bagordi è stato ripagato da una splendida partita tra Rafael Nadal e il redivivo David Nalbandian. Due ore e quaranta minuti e quasi 200 punti di puro tennis. Quando Nalbandian gioca come sa, lo spettacolo è assicurato. Rimessosi in sesto fisicamente, ha tenuto alla grande a dispetto dei 30 anni di età e si è arreso solo al fotofinish contro un buon Nadal. Non irresistibile, ma buono. Il problema (di Rafa) è che i suoi pallettoni intrisi di topspin non creano grossi problemi all’argentino. Si era visto nei precedenti, e la scena si è ripetuta a Indian Wells. E’ finita 4-6 7-5 6-4 per Rafa, ma che Nalbandian! Non c’è stato il dramma di tre anni fa, quando il “Rey David” bruciò cinque matchpoint prima di crollare al terzo, ma è andato ugualmente vicino all’impresa. Sul 6-4 5-4 e 30-30 è stato a due punti dal match. Non ce l’ha fatta, e quando un doppio fallo ha sancito il break che ha mandato Nadal a servire sul 6-5 nel secondo set, si pensava che il match fosse finito. E invece, a differenza del 2009, l’argentino è rimasto con la testa nella partita. E’ andato in svantaggio, ma solo perché aveva bisogno di rifiatare. Sul 5-2 e servizio, Nadal sembrava poter chiudere facilmente. E invece Nalbandian si è arrampicato fino al 4-5 e ha avuto due palle break per portarsi 5-5. Sarebbe stato un trionfo di pathos e spettacolo. Grandi rimpianti sulla prima, dove ha azzardato una (pessima) smorzata, mentre sulla seconda è stato bravo lo spagnolo. “Quando sta bene, David è uno dei migliori al mondo” ha chiosato Nadal prima della partita “Contro di lui mi aspetto qualsiasi cosa”. Aveva ragione. E la sua esultanza nel post-match era più che legittima. Questo Nalbandian avrebbe battuto chiunque a parte i primi tre. Per sua sfortuna, ha trovato un Nadal motivatissimo che ha giocato ogni punto con la stessa intensità. Alla fine ha vinto Rafa perché è “più campione”, più abituato a giocare (e vincere) queste partite.

Dopo aver sigillato il primo set con uno schiaffo di dritto lungolinea, Nalbandian ha continuato a spingere nel secondo. Con la sua maglietta griffata Topper (casa d’abbigliamento argentina), disegnava il campo con geometrie semplici ma micidiali. Nel momento del bisogno, tuttavia, Nadal ha attinto dalla sua riserva mentale e ha saputo salvarsi. Ed anche nel terzo è stato bravo, quando il motore dell’argentino aveva ripreso a correre dopo un comprensibile rifornimento. Di Nadal abbiamo detto e scritto tutto: è giusto che in semifinale ci sia lui. Ma Nalbandian è un giocatore ritrovato, rigenerato da una preparazione fisica finalmente all’altezza. Con lui, Del Potro e il fattore campo, l’Argentina è favorita per la vittoria in Coppa Davis. Se lo meriterebbe più di ogni altro, lui che della Davis ha fatto un ossessione. Per il resto, vale sempre la pena vederlo all’opera. Il modo in cui disegna il campo è uno spettacolo, un’emozione per gli occhi e un brivido per il cuore. Con questo risultato dovrebbe avvicinarsi ai top 50, ma il ranking gli interessa il giusto. Ciò che conta, per lui, sono le sensazioni. E a Indian Wells ha ritrovato la carica per giocarsi le ultime cartucce di una carriera che (forse) avrebbe potuto dargli di più, anche se lui non è mai stato d’accordo. “Se mi sono comportato così è perché sapevo che era il meglio per me”.

Nel primo match di giornata, sulla carta più equilibrato, Roger Federer ha superato Del Potro per la quarta volta in meno di due mesi. C’era grande attesa, invece “Palito” ha rovinato tutto nel primo game. Sul 40-40, ha chiamato “Hawk Eye” su un servizio di Federer. L’occhio elettronico non era disponibile e – come da regolamento – la chiamata del giudice di linea è stata confermata. Lui è andato su tutte le furie, protestando con l’arbitro Mohammed Layani e il supervisor Lars Graff. Non aveva senso. Il match era appena iniziato e non era un punto così importante. Del Potro ha ceduto il servizio nel game successivo, e Federer ha potuto giocare in scioltezza. Nel secondo ha dato spettacolo, chiudendo 6-3 6-2 in poco più di un’ora, scatenando gli entusiasmi di Fabio Fognini, che ne ha magnificato la prestazione su Twitter. Quando Federer prende il largo non lo si acchiappa più. In questo ricorda Michael Schumacher. Per mettere in crisi lo svizzero bisogna stargli incollati, fare a sportellate. Del Potro si è giocato la chance al primo game e bye bye Indian Wells. Oggi, a partire dalle 19 (diretta Sky Sport Extra) si giocheranno le semifinali. Si parte con Djokovic-Isner (il serbo potrebbe arrivare in finale senza aver affrontato un solo top 10) e si chiude con l’attesissimo Federer-Nadal. Match impronosticabile. Dopo gli ottavi avremmo dato una leggera preferenza a Nadal, ma i match di venerdì lasciano sensazioni opposte. Ma ogni partita è una storia a sé, soprattutto quando in campo ci sono questi due mostri.


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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Sab Mar 17, 2012 5:40 am

Indian Wells - USA





Rafa vs Roger: Il Match

Il tabellone di Indian Wells ci regala l’ennesimo capitolo della sfida delle sfide: Roger vs Rafa, un match che come sempre si prospetta l’eterna rivincita dei due protagonisti

E’ un week end pieno di numeri importanti per Roger Federer a Indian Wells; lo svizzero infatti ha raggiunto sul cemento americano la sua 250esima vittoria in un Master 1000, battendo nei quarti di finale Juan Martin Del Potro (con il punteggio di 6-3, 6-2), e si appresta a disputare la sua settima semifinale in nove anni.

Ovviamente, per ‘festeggiare’ questa pietra miliare, non poteva che esserci dall’altra parte della rete il suo miglior avversario, ovvero quel Rafael Nadal che ha dovuto faticare un po’ per aver ragione di un ottimo David Nalbandian, ma che comunque ha mostrato ancora una volta una cattiveria agonistica che gli regala una marcia in più quando necessario.

Tuttavia l’ultima volta che lo svizzero è approdato in finale da queste parti è stato nel 2006, anno in cui Roger ha messo a segno anche il suo terzo titolo consecutivo in quel di Indian Wells.

“Rafa sta facendo un ottimo lavoro – ha affermato Roger – e comunque rimane uno dei migliori giocatori di tutti i tempi. Ogni volta i nostri match sono sempre molto interessanti, quindi non vedo l’ora di scendere in campo di nuovo contro di lui”.

“Credo che Indian Wells e Miami i campi si adattino meglio al gioco di Rafa, perché sono più lenti rispetto ad altre realtà del circuito. Credo che riesca a muoversi al meglio su queste superfici e la dimostrazione sono i risultati che ha raggiunto qui negli ultimi anni”.

Analizzando l’ultimo match, al di là del primo gioco in cui Del Potro è stato vicino a conquistare il break d’apertura, Federer non ha mai accusato grandi difficoltà contro l’argentino, anzi è riuscito per ben tre volte a fare suo il servizio dell’avversario, ed ha messo a segno nel corso del match ben 13 ace, portando a casa la partita dopo soli 69 minuti di gioco. Una dimostrazione di solidità.

“Per me è stato un ottimo match – ha proseguito Federer – mi aspettavo in qualche modo una reazione positiva in campo, specie dopo il match difficile che ho avuto contro (Thomaz) Bellucci. Di solito mi ci vuole un po’ più di un giorno per reagire a certi incontri, mentre oggi è stato diverso, ho giocato bene contro un ottimo giocatore. Sono contento di aver mantenuto intatta la mia striscia positive contro Del Potro in questo 2012”.

Federer ha migliorato il suo record personale contro Del Potro, salendo a 11-2 nell’head to head con la quarta vittoria di fila dall’inizio dell’anno. Le uniche vittorie di Del Potro contro Roger risalgono al 2009, ovvero agli Us Open e alle Atp Finals.

Da parte sua anche Rafa non ha potuto fare a meno di sottlineare l’importanza del match ed anche se si tratta ‘solo’ di una semifinale, questo secondo il maiorchino non fa venire meno il fascino della sfida.

“Sono sempre delle partite speciali – ha ammesso lo spagnolo - perché hanno un valore particolare per tutti e due ;anche se non è una finale quella che ci vedrà opposti il significato dell’incontro non viene meno”.

“Giocare contro Roger è un po’ come scendere in campo contro il ‘resto del mondo’ perché probabilmente mi trovo di fronte il miglior tennista della storia, contro cui ho disputato i più bei match della mia carriera. E’ per questo che ogni volta i nostri incontri hanno un valore particolare“.

Nonostante i numerosi complimenti per Roger, Rafa per quanto riguarda la superficie ha affermato: “ Non credo che questa superficie sia più lenta rispetto ad altri campi veloci del circuito. La palla si muove bene e in maniera veloce. Può darsi che il prossimo anno sarà più veloce se Roger ha affermato questo. Scherzi a parte, questa settimana ho avuto tanti richiami per essere andato oltre con il tempo… è la verità!”.

Ora non resta che attendere la discesa in campo.
T.it (n.d.r.)

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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Sab Mar 17, 2012 5:41 am

Indian Wells - USA





Sono sempre loro!

I primi 3 onnipresenti quando l´evento è importante.

In matematica una proprietà fondamentale recita come cambiando il nome degli addendi il risultato non cambia: traslando questa proprietà al tennis, si denota come pur cambiando il nome dei tornei, una costante è sempre presente, anzi, tre costanti: Roger Federer, Novak Djokovic e Rafael Nadal.
Da quando i tre hanno cominciato ad esser "qualcuno", ben 23 volte le fasi finali di un torneo hanno visto il loro nome tra i quattro semifinalisti; una sfida e un incitamento a chi riuscisse ad occupare alla meglio la casella vuota rimanente, poichè per le altre tre ben poco ci fosse da sperare. Il più delle volte era Andy Murray ad occupare quel posto, ben lontano però dalla costanza che caratterizza i primi tre; oppure ci sono le sorpese, come ad esempio anche il buon Seppi nell'Ei fu Master 1000 di Amburgo dove fu lui, dopo aver battuto Kiefer ai quarti, ad occupare quel posticino.

Come se non bastasse, è la terza volta (dopo il 2008 e il 2011) che i tre sono i protagonisti delle semifinali sul cemento americano di Indian Wells.



Novak Djokovic vs John Isner:

Il serbo si presenta al match accreditato ovviamente della prima poltrona mondiale con un invidiabile record di 26-4 in questo torneo (che ha vinto per due volte, 2008 e 2011) e sul groppone una sola sconfitta quest'anno, patita da Andy Murray nella semifinale del torneo di Dubai, a fronte di 14 vittorie. Se si allarga il discorso all'inizio del 2011, il record è di 84-7.

Dall’altro lato, un Isner in forma sempre crescente, migliora nettamente i risultati ottenuti qui (quarto turno con Del Potro nel 2009). E’ però reduce da due semifinali consecutive negli ultimi due Master 1000 dopo non esser riuscito mai a superare il quarto turno nelle precedenti 23 partecipazioni: a Parigi perse per mano di Tsonga dopo aver sciupato anche 3 match point. Non c’è però di che sorridere per lo stallone americano, in svantaggio per 2-0 sia negli h2h con Djokovic che negli h2h contro un numero 1 del mondo (pur avendo portato Federer al quarto negli Us Open del 2007 e addirittura Nadal al quinto lo scorso anno al Roland Garros). Dalla sua ha però la motivazione di poter entrare nei primi 10 in caso di vittoria e sopravanzare Mardy Fish al numero 8 per diventare così il numero 1 degli USA.

La partita su cui sarà però catalizzata l’attenzione di adulti, donne e bambini (e vietata ai minori di 18 anni) sarà quella tra
Roger Federer e Rafa Nadal arrivati al 28esimo scontro diretto.

Roger Federer arriva alle semifinali del torneo con l’ottimo record a Indian Wells di 37-8 con il trofeo alzato per 3 volte (2004,2005,2006) e con 4 semifinali raggiunte negli ultimi 5 anni. Roger è reduce anche da 37 vittorie sulle ultime 39 partite giocate (sconfitto solo a Melbourne da Nadal e a Friburgo da Isner in Davis Cup). Lo svizzero si presenta anche con una costanza non ultimamente spesso riscontrabile, considerato che dalla sconfitta con Isner ha perso soli 3 set (Raonic e Bellucci ad Indian Wells e Davydenko a Rotterdam).

Nadal è invece reduce dalla sconfitta patita in tre set lo scorso anno per mano di Djokovic con però almeno una semifinale raggiunta nelle ultime 7 partecipazioni al torneo. Lo spagnolo cerca di agguantare la seconda finale dell’anno dopo quella epica persa con il serbo a Melbourne e di allungare la striscia di Master 1000 vinti, che lo vede primeggiare a quota 19. Inoltre il numero 2 del mondo è a secco di tornei vinti dal Roland Garros dello scorso anno.

Per gli amanti delle statistiche, ribadiamo il 28esimo scontro tra i due con Nadal avanti 18-9. Approfondendo il discorso e prendendolo ab urbe condita, lo spagnolo primeggia per 8-6 nei match 2 su 3, la situazione è in parità per 5-5 per quanto concerne i match sul duro e Nadal è avanti per 9-3 nei match giocati ai Master 1000.
Infine, una statistica a cui si dovrebbe far attenzione è quella che recita che il vincitore del primo set ha portato a casa per 20 volte su 27 il match, inclusi 14 degli ultimi 16 matches.

Insomma, le premesse sono ottime e gli spunti tanti, anche in termini di classifica.
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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Dom Mar 18, 2012 12:58 am

Indian Wells - USA


1/2 finale - INDIAN WELLS, Credits 2012: AP/Reuters/GettyImages

Federer strapazza Nadal; impresa Isner

John Isner bastona Novak Djokovic a suon di ace e accede in finale a Indian Wells rifilando al serbo la seconda sconfitta stagionale; nella 28a sfida tra Federer e Nadal, la spunta nettamente lo svizzero


SEMIFINALI

J. Isner b. N. Djokovic 7-6(7) 3-6 7-6(5)

John Isner comincia subito a sparare senza mai fermarsi, e dopo tre set di grande battaglia si concretizza l'impensabile: Novak Djokovic è steso, fuori in semifinale a Indian Wells. Il 26enne di Greensboro totalizza 20 ace, l'ultimo dei quali servito a 235km/h per chiudere il tie-break del terzo set e coronare una grandissima prestazione durata due ore e 45 minuti: il finale dice 7-6(7) 3-6 7-6(5) in favore dell'americano.
Djokovic, che soffre così la seconda sconfitta stagionale dopo quella rimediata a Dubai contro Andy Murray, annulla i primi due match-point quando Isner va sul 6-3 nel tie-break ma non può nulla per arginare la strapotenza al servizio dell'avversario. Il serbo deve, però, recriminare anche con se stesso, per non essere stato capace di sfruttare un vantaggio di 5-3 nel primo set che avrebbe dato un taglio decisamente differente alla partita.
"Sono venuto qui ben conscio dei miei punti di forza - spiega al termine del match -. Sono un combattente, e in campo ho lottato fino alla fine. Il pubblico è stato strepitoso: mi ha incitato e sostenuto senza tregua per tutto il tempo. Chi preferirei affrontare tra Federer e Nadal? Beh, stiamo parlando di due tennisti che, assieme, avranno vinto 35 Slam, dunque è impossibile fare una scelta. Guarderò la partita, sperando di vedere un bel match... e che sia bello anche quello che dovrò giocare domani".

R. Federer vs R. Nadal 6-3, 6-4

Un'ora e 34 minuti: tanto è durato lo scontro titanico tra Roger Federer e Rafael Nadal: il capitolo numero 28 della loro personalissima storia questa volta è stato a senso unico, con lo svizzero a dominare dal primo all'ultimo minuto. 6-3, 6-4 i risultati di un match che indirizza Re Roger, testa di serie numero uno del torneo, verso la finalissima di un torneo che ha già fatto suo tre volte. 10a vittoria dell'elvetico con una chiusura atipica: Federer stava per servire la palla-match dopo un errore di rovescio di Nadal, ma la pioggia costringe alla (seconda) interruzione. Roger allora si siede per quattro minuti, il tempo di far asciugare le linee, poi si alza e serve l'ace esterno che decide il match. Precisione in battuta (sei ace) e un numero di errori limitati hanno permesso a Federer di fare suo il match. Ora l'ostacolo Isner, l'ultimo giocatore ad aver battuto proprio Roger quest'anno, in Coppa Davis.
"E' stata una giornata positiva, credo - ha detto Federer a fine gara - E' stata una partita molto buona da parte mia nonostante le condizioni difficili. E' sempre una bella sensazione battere Rada, che è un grande campione".
"Ho perso contro un avversario più forte: Roger ha giocato in maniera fantastica", ribatte Nadal, che giocava a Indian Wells il suo primo torneo dopo l'Australian Open, dove aveva perso in finale contro Djokovic.
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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Dom Mar 18, 2012 1:08 am

Indian Wells - USA





Roger e John, 10 in condotta


L'americano in top ten. Lo svizzero vittorioso per la decima volta su Nadal. Oggi si affrontano con Federer avanti 2-1 e Isner alla prima finale 1000. Ma il gigante è stato l'ultimo a battere lo svizzero.
2012 SUI vs. USA WG 1st RD Switzerland Clay RR Isner 4-6, 6-3, 7-6(4), 6-2
2010 ATP World Tour Masters 1000 Shanghai Hard R32 Federer 6-3, 6-4
2007 US Open NY, U.S.A. Hard R32 Federer 6-7(4), 6-2, 6-4, 6-2



Estate 2007, torneo di Washington. Destino volle che Mano de Piedra Gonzalez dovette rinunciare per infortunio e gli organizzatori decisero di dare la wildcard all’allora sconosciutissimo John Isner, che fino a poco prima aveva giocato solo negli States a livello universitario e che ad inizio luglio occupava la 755a posizione mondiale. Stazza imponente, con i suoi 2 metri e 6 e oltre 100 chili di peso, con Ivo Karlovic condivideva la carnefice prima di servizio come segno distintivo del proprio gioco.

La settimana prima aveva vinto sul cemento di Lexington un challenger dove l’avversario più forte fu il messicano Bruno Echagaray, allora numero 180 del mondo, e dove in finale sconfisse tal Brian Wilson, omonimo del genio dei Beach Boys.

Arrivò così a Washington felicissimo e senza grandi aspettative, né sue né degli altri (considerando anche che all’epoca Isner aveva già 22 anni, età non certo verde per un esordiente a questi livelli). E invece l’americano fece subito intendere di che pasta è fatto: in barba alla sua inferiorità nel ranking e alla sua totale inesperienza, Isner inanellò cinque vittorie consecutive al tiebreak decisivo contro giocatori – se si esclude Odesnik – di prima fascia, vale a dire Henman, Becker, Haas e Monfils, prima di cedere in finale ad Andy Roddick. Il 2 metri e 6 con cappellino e il tic scaramantico di farsi passare la pallina tra le gambe prima di ogni servizio, aveva fatto subito capire che era uomo da grandi imprese.

Non finì lì: nelle uscite pro successive riuscì a strappare un set a David Ferrer a New Haven e, al suo esordio assoluto in uno Slam, a battere a New York l’allora numero 26 Nieminen, fermandosi al terzo turno con Federer non prima di avergli strappato il primo parziale.

Dopo quel feroce exploit iniziale, John ci mise un po’ di tempo ad esplodere definitivamente, a conoscere pienamente sé stesso, il proprio gioco e il mondo del tennis professionistico. Ma che sarebbe stato solo questione di tempo lo si era capito già in quel 2007: Isner, superiore al suo compagno di grattacielo Karlovic, non è affatto solo servizio.

Considerando la sua stazza, è straordinariamente veloce e agile da fondo, con due solidi fondamentali, buone qualità a rete (e non solo perché ha apertura alare di un’aquila reale), una personalità che sta aumentando di giorno in giorno…che volere di più? Per le qualità tennistiche che incarna, Isner è un giocatore perfetto. Non gli si può chiedere di essere quello che non è: sarebbe come chiedere a Drogba di fare Messi, a Habana di fare Carter, a Bosh di fare Nash. Negli sport di squadra le caratteristiche specifiche vengono non solo accettate, ma anche richieste, un team deve completarsi con giocatori dalle qualità complementari. Perché ora nel tennis c’è questa mania di completismo, di saper fare più o meno tutto ma niente al massimo livello?

Ma veniamo a oggi: alzi la mano chi avrebbe pensato a una finale Federer-Isner. Abbassatele quelle mani, non vi credo. Campo obiettivamente dal rimbalzo sfavorevole al gioco d’attacco, un Federer colpito lievemente dal virus assassino e in chiara difficoltà nei primi turni va a dare due set a zero contro Nadal in una giornata fredda e ventosa (Master 1000 di Lourdes), Isner che ha fatto una fatica straordinaria a battere Simon eppoi batte Djokovic. Finalmente quella sana imprevedibilità che si auspicava – almeno il sottoscritto – da tempo.

Match interessante, quello di stasera, per diversi motivi: innanzitutto per vedere se uno statunitense tornerà a vincere il titolo che manca ai padroni di casa dal 2001, quando Agassi batté Sampras. Da allora tre volte un americano è andato in finale, non riuscendo però mai a prevalere: nel 2006 Blake con Federer (ultimo sigillo dello svizzero, quello), nel 2008 Fish con Djokovic, nel 2010 Roddick con Ljubicic. Si conferma quindi la recente tendenza di uno statunitense in finale negli anni pari.

In secondo luogo sarà da vedere se Isner marchierà la sua consacrazione definitiva. Finora il gigante ha vinto solo tre titoli minori, ad Auckland, Newport e Winston-Salem, giocando altre sei finali di non primo livello. Allo scorso Bercy si fermò tre volte a un passo dal raggiungere la prima finale importante, negatagli alla fine da Tsonga. Oggi avrà l’occasione di fare addirittura doppietta, dovesse battere anche la coppia Nadal-Lopez in doppio.

C’è infine la curiosità più curiosa, ovvero vedere se la vittoria di febbraio in Svizzera sia stata solo una coincidenza o qualcosa di più. C’è da dire che probabilmente quella sfida sia stata presa sottogamba dalla Svizzera e dallo stesso Federer, ma questo significa ben poco: rispetto al match del 2007 e anche a quello di Shanghai 2010, Isner è cresciuto tantissimo quindi, di fatto, volendo prendere per poco veritieri i tre precedenti, c’è molta indecisione nella previsione.

Sicuramente Federer parte con una miriade di esperienza in più a questo livello, essendo quella di stasera la sua trentunesima finale 1000, e lo svizzero sembra fortemente intenzionato e motivato a vendicare le recenti defaillance: Nadal se n’è ben accorto.

Quindi chi avrà la meglio? Attendere stasera per sapere.
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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Dom Mar 18, 2012 11:50 am

Indian Wells - USA


Winner 2012



(photo by Getty Images)


Roger Federer

d. John Isner 76 (97) - 63

Roger Federer batte John Isner e diventa l'unico giocatore ad aver vinto 4 volte a Indian Wells. Lo svizzero raggiunge Nadal con 19 Masters 1000 in carriera. Terzo titolo di fila, 73 in carriera

Sei anni dopo è ancora Roger Federer. Mancava al successo quì in terra di California dal 2007, quando si impose in finale contro James Blake. Stesso trattamento riservato oggi ad un altro americano, John Isner, la sorpresa del torneo, che è uscito sconfitto nell’atto finale con lo score di 7-6 6-3 . Una partita impeccabile, quella odierna di Federer, che ha confermato il suo crescendo nel torneo dopo le fatiche nei primi turni con Raonic e Bellucci.

Sotto un cielo capriccioso ed un forte vento che ha disturbato tutto il match, lo svizzero è stato in realtà il primo a soffrire nei propri turni di servizio durante il primo set. Annullate tre palle break (di cui due consecutive) nel terzo gioco, concederà le briciole nel resto del parziale. Lo stesso sarà per Long John, abile sia con la prima che con la seconda ed apparso in straordinaria fiducia con i colpi a rimbalzo, oltre ad essere migliorato notevolmente nella fase difensiva. L’americano faticherà soltanto nel game che gli permetterà l’approdo al tie-break, dovendo annullare un set point.
Si è così arrivati così al tie-break, in cui stranamente non si è seguito l’ordine dei servizi con ben sei punti vinti in risposta sui primi dodici. Poi, il guizzo di Roger, salito in cattedra con una straordinaria risposta su una seconda di servizio profonda di Isner. Sarà il mini break decisivo che gli varrà la conquista del parziale per 9 punti a 7.

Forte del vantaggio del primo set vinto, Federer giocherà sul velluto i propri turni di servizio, permettendosi gli straordinari in risposta. Il break, nell’aria, arriverà nel corso del settimo gioco. L’elvetico non faticherà per mantenere il prezioso vantaggio conquistato e chiudere il set con un nuovo break, chiudendo con il punteggio di 6-3 e tornando ad alzare il trofeo nel primo Masters 1000 stagionale.

Per Federer, ventiduesima vittoria stagionale, a fronte di due sole sconfitte (subìte proprio contro Nadal e Isner) e diciannovesimo successo in un torneo di categoria 1000, eguagliato Rafael Nadal.
Terzo successo nell’ultimo mese, dopo i trionfi di Rotterdam e Dubai, da domani sarà meritatamente il numero 1 della Race.

Continua a stupire Federer, apparso anche su una superficie così lenta come quella di Indian Wells il vero numero 1. Sarà interessante ritrovarlo a Miami, al via tra quattro giorni. Li ritroveremo tutti lì in Florida, con lui anche John Isner, che da domani sarà per la prima volta in carriera nella top ten mondiale. 10 e lode anche a lui!
T.it (n.d.r.)



Settantatre' La vittoria contro John Isner, in un’ora e 21 minuti, consegna a Roger Federer il settantatreesimo torneo della sua straordinaria carriera (dopo 103 finali), il diciannovesimo a livello di appuntamenti del circuito Masters, e gli permette di raggiungere in cima a questa classifica Rafael Nadal, il quale però ha giocato una finale in meno rispetto allo svizzero, che oggi ha disputato la finale numero 31 a livello di Master(nessuno come lui). Inoltre con il quarto sigillo personale nel deserto californiano, giunto a 6 anni di distanza dall'ultimo, il nativo di Basilea diventa il giocatore che ha trionfato più volte ad Indian Wells, staccando Michael Chang e Jimmy Connors, fermi a quota 3 titoli.

Ma numeri a parte, il successo odierno, giunto al termine di una settimana non così comoda come quelle che avevano condotto lo svizzero, nelle scorse settimane, ai successi di Rotterdam e Dubai, ci riconsegna un Federer ufficialmente al livello dei due mostri che lo precedono in classifica (in questo momento, senza timori di smentita, possiamo dire che Roger è anche superiore), capace di lottare anche nelle giornate un po’ appannate e soprattutto in grado di superare la sua nemesi Rafael Nadal, che sul cemento non batteva da quasi 7 anni.

Il successo californiano è l’apice di un periodo d’oro che per Federer dura ormai dallo scorso autunno, viste le sole due sconfitte nelle ultime 40 partite, patite contro Nadal a Melbourne e Isner in Davis, e vendicate proprio nelle ultime due gare disputate ad Indian Wells, nonché le 15 vittorie consecutive, che hanno portato allo svizzero tre successi (Rotterdam, Dubai e appunto Indian Wells).

Proprio la vittoria di Friburgo, su quella terra indoor tanto discussa, era l’unico acuto acuto americano, nei tre incontri che Isner e Federer avevano avuto prima di oggi. I due successi svizzeri, giunti allo Us Open 2007 ed a Shangai nel 2010, arrivate su superfici simili a quella di Indian Wells avvaloravano il pronostico, che già pendeva dalla parte del numero 3 del mondo.

Non la miglior prestazione di sempre quella di Federer, come è normale che sia contro uno come Isner che ti dà poco ritmo e non lascia troppo tempo per pensare. A darne prova i rischi corsi nel primo set, dovuti a tre set point giocati male e sciupati peggio, che se la fortuna e l’ingenuità di Isner non fossero corsi in soccorso di Federer, avrebbero potuto cambiare il destino del match. Il primo parziale dura infatti 54 minuti, ma può essere riassunto in un solo punto: Federer colpisce un passante in maniera nemmeno troppo pulita, Isner valuta male la traiettoria e non gioca la voleè, riga piena e quarto set point per lo svizzero, che stavolta non sbaglia e vince per la prima volta un tie break contro Long John, al terzo tentativo. In precedenza era stato proprio l’americano ad avere le maggiori chance di evitare il tie break, in particolare con 3 palle break in apertura, ma Federer ha sempre giocato bene, comandando lo scambio. Nel secondo set Isner è calato ed ha incassato il break a causa di una serie di attacchi non proprio intelligenti che lo hanno esposto a tre passanti di fila di Federer.

La capacità di massimizzare le poche occasioni avute è stata la chiave per la vittoria dello svizzero, che ha sfruttato benissimo le poche chance concesse dall’americano. Basti pensare che nella sconfitta patita in Davis lo svizzero aveva trasformato solo una palla break su 12, mentre oggi ne sono bastate tre per ottenere il doppio dei break.Il 94% di punti vinti con la prima palla, i soli nove punti concessi al servizio, uniti a 29 vincenti e soltanto 12 errori hanno fatto il resto.

Isner ha poco da rimproverarsi, il suo torneo lo aveva già vinto con il successo contro Djokovic, che oltre alla prima finale di un Master 1000, gli ha regalato anche l’ingresso in top ten, al gradino più basso. Vincendo avrebbe scavalcato Fish e sarebbe diventato il numero uno d’America, ma se continua così avrà sicuramente altre occasioni per raggiungere tale traguardo. Oggi ha pagato l’inesperienza in appuntamenti di questo livello, di fronte al decano dei decani, ma in futuro potrà riprovarci. Non so quanti avevano pronosticato una carriera così prestigiosa per il gigante della Carolina, che ad inizio carriera sembrava fin troppo limitato a causa del fisico troppo mastodontico e dei conseguenti movimenti macchinosi. Invece Long John adesso è un giocatore completo, migliorato in tutto e con una tenuta mentale seconda a pochi.

Tornando a Federer, con il successo odierno si avvicina ancor di più a John McEnroe, che con 77 tornei vinti in carriera è al terzo posto nella classifica dei tennisti più titolati di sempre, dietro agli irraggiungibili Lendl(94) e Connors(109). Ma il successo è significativo anche per quel che riguarda la classifica, visto che Federer lunedì sarà a soli 825 punti da Nadal, che difficilmente potrà essere superato a Miami, ma nei masters rossi primaverili, alla luce del numero altissimo di punti che dovrà difendere, rischia la seconda piazza. Risalire in classifica e tornare al numero uno, per superare il tanto agognato record di settimane sul tetto del mondo, detenuto da Sampras con 286 settimane, una in più del fenomeno svizzero: all’inizio dell’anno questa sembrava una mission impossible, ma Roger, due mesi e mezzo dopo, ci ha già dimostrato come per lui nulla sia impossibile.
TWI (n.d.r.)
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Re: ATP 1000 Indian Wells (19)

Messaggio  errex il Mar Mar 20, 2012 2:19 am

Indian Wells - USA


le pagelle

Con il successo di Roger Federer è andato in archivio il Masters 1000 di Indian Wells, primo dei nove appuntamenti più importanti organizzati dall’Atp. Tanti gli spunti forniti dal torneo californiano, che ha riservato tante piacevoli sorprese (John Isner in primis), ma anche qualche inattesa bocciatura, come quella del numero quattro del mondo Andy Murray:




ROGER FEDERER: 10 E LODE
Continuano a darlo per finito, ma lo svizzero continua a rispondere come meglio sa fare: vincendo. Dopo gli scorsi Us Open ha conquistato 41 match su 44, portando a casa sei degli otto tornei a cui ha partecipato (in serie di tre consecutivi), e non vinceva due Masters 1000 di fila dal 2006, suo anno magico. Non batteva Rafael Nadal (eguagliato a quota 19 titoli nel ‘1000′) sul cemento all’aperto da Miami 2005, ed è tornato a farlo con una prova di classe e carattere, riuscendo per una volta a superare lo scoglio psicologico che lo separa dal maiorchino. Ce l’ha fatta perché sta giocando un tennis forse migliore rispetto ai tempi in cui era solitario in vetta alla classifica. Allora vinceva perchè il livello degli avversari non era dei più eccelsi, oggi vince perché è davvero vicino alla perfezione. Che il 2012 possa essere il suo anno? Un segnale ce l’ha dato…

JOHN ISNER: 10
Non ha vinto il torneo, ma merita comunque il massimo dei voti. Nella stessa settimana è riuscito a battere il numero uno del mondo, raggiungere il più importante risultato in carriera, e sfondare il muro dei top 10. Tre traguardi di livello assoluto, ottenuti grazie al bel tennis giocando nel corso della settimana. ‘Big John’ è infatti riuscito a dipendere meno dal servizio rispetto al solito, mostrando grandi progressi sia nei colpi di rimbalzo, che nella mobilità, e i risultati l’hanno subito premiato.

DAVID NALBANDIAN: 9
Ritrovarlo ai quarti di finale è stato un vero piacere, soprattutto per il modo in cui ci è arrivato. L’ex numero tre del mondo si è guadagnato un posto fra i migliori otto del torneo superando in tre set due top 10, prima Janko Tipsarevic e poi Jo-Wilfried Tsonga (che ha anche servito per il match nel secondo set prima di capitolare al terzo), a dimostrazione di come, quando il fisico lo assiste, abbia davvero poco da invidiare anche ai migliori. E infatti nei quarti ha fatto tremare Rafael Nadal, arrendendosi dopo 2 ore e 40 minuti di grande tennis, che l’hanno visto lottare sino all’ultima palla. L’argentino ha ammesso di essere finalmente riuscito a svolgere una preparazione invernale adeguata, e i risultati si stanno vedendo. Ne guadagna lui, e ne guadagna anche il circuito, che ha un assoluto bisogno di giocatori del suo calibro.

NICOLAS ALMAGRO: 8
Ha opposto poca resistenza a Novak Djokovic, ma con i quarti di finale raggiunti, lo spagnolo può ora vantare di aver raggiunto i quarti in tutti e quattro i Masters 1000 sul cemento americano. Un traguardo non da poco, specialmente per uno che, fra i primi 35 della classifica mondiale, è l’unico a non aver mai raggiunto una finale sul veloce nel circuito maggiore. Ottima la vittoria all’esordio su un ritrovato Sam Querrey, ancor di più quella negli ottavi su Tomas Berdych, annichilito in poco più di un’ora con un secco 6-4 6-0.

DENIS ISTOMIN: 7
La sua vittoria contro David Ferrer è passata quasi inosservata, ma è comunque di livello altissimo. I campi di Indian Wells si adattano infatti alla perfezione al tennis del numero cinque del mondo, che è però andato a sbattere contro un Istomin in formato deluxe, che ha così ottenuto il più importante successo in carriera. L’uzbeko, finalista il mese scorso a San Josè, ha giocato un gran tennis per tutta la settimana, tanto che, non pago delle tre vittorie che gli hanno consegnato gli ottavi di finale (miglior risultato di sempre in un Masters 1000), è andato a rompere le uova nel paniere anche a Juan Martin Del Potro, costringendolo a quasi tre ore di battaglia e arrendendosi ’solo’ dopo tre set molto combattuti.

NOVAK DJOKOVIC: 6
Ha raggiunto la semifinale, e dargli un’insufficienza sarebbe quindi ingeneroso, ma da lui ci si aspetta di più. Ci ha abituato troppo bene nel 2011, mentre quest’anno, nonostante lo straripante successo a Melbourne, sembra essersi leggermente ridimensionato. Fuori in semifinale a Dubai, e fuori in semifinale pure a Indian Wells, dove non è mai riuscito a esprimere il suo miglior tennis, lasciando un set al modestissimo Pablo Andujar e non riuscendo a trovare le giuste contromisure alla devastante potenza di Isner.

GLI ITALIANI: 5
L’unico dei nostri a superare un turno è stato l’altoatesino Andreas Seppi, che ha sconfitto Olivier Rochus prima di arrendersi a Mardy Fish e al virus che ha decimato Indian Wells. Tutti fuori al primo turno, invece, gli altri nostri portacolori. Potito Starace ha lottato per un set con Nalbandian, prima di sciogliersi nel secondo, mentre Flavio Cipolla ha raccolto solo tre giochi contro Ryan Harrison. Kappaò in tre set, invece, Paolo Lorenzi, sconfitto dallo statunitense Robby Ginepri. Il cemento non ci aiuta, ma si può sempre fare di più.

MARDY FISH: 4
È stato una delle piacevoli sorprese del 2011, ma quest’anno sembra essersi fermato. Subito fuori sia in Australia, che a Marsiglia e Dubai, lo statunitense andava a caccia del riscatto sui campi di Indian Wells (dove arrivrò in finale nel 2007), ma ha nuovamente toppato alla grande. Dopo il successo su un convalescente Andreas Seppi, il top 10 del Minnesota si è arreso in due set (6-3 6-4) al qualificato australiano Mattew Ebden, un giocatore destinato a salire, ma ben lontano dal suo livello. Per ora il ranking non ha ancora risentito della sua involuzione, ma, se non darà una sterzata al suo rendimento, già dopo Miami (dove difenderà la semifinale dello scorso anno) le cose potrebbero cambiare.

RICHARD GASQUET: 3
Ennesima debàcle per l’ex bambino prodigio del tennis mondiale, che ancora una volta è crollato psicologicamente, arrendendosi addirittura all’esordio. A batterlo lo spagnolo Albert Ramos, uno che sul cemento (ma non solo) dovrebbe fargli il solletico, e che invece l’ha rispedito a casa senza complimenti, vincendo un secondo parziale combattuto prima di infliggergli un sonoro 6-1 nel set decisivo. La ‘cura Piatti’ per ora non ha sortito gli effetti sperati, e la sua crisi d’identità sembra non aver fine. Intanto, però, il tempo passa, e le occasioni diventano sempre meno.

ANDY MURRAY: 2
Senza dubbio il peggiore, proprio come lo scorso anno. Nel 2011 perse al secondo round (suo turno d’esordio) con Donald Young, mentre quest’anno è addirittura riuscito a fare peggio, raccogliendo solo sei game contro Guillermo Garcia-Lopez. Una settimana storta ci sta, e nessuno gliene farebbe un problema se solo non avesse fatto ‘proclami’ prima dell’inizio del torneo. Oltre ad aver espresso la sua felicità per il fatto che la superficie fosse lenta (prima di lamentarsi, dopo la sconfitta, perché “sembrava di giocare sulla terra battuta”), lo scozzese alla vigilia aveva dichiarato: “per rimanere aggrappato ai primi tre bisogna essere solidi e continui, senza scivolare in una buccia di banana. Non puoi permetterti di stare un mese senza vincere partite”. Parole al vento, e metà mese senza vincere è servito. Se vorrà evitare di aggiungerci l’altra metà (come accaduto nel 2011) dovrà far bene a Miami. Magari in silenzio.
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